Riconoscimenti Carmenos

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CARMENOS

CARMENOS è consigliato come goloso accompagnamento con i dolci nell’articolo di Cucina Naturale di dicembre 2015 a pag. 83

Carmenos de La Cappuccina, rosso dolce ottenuto dal sapiente appassimento di uve oseleta e carmenère. Scuro e profumatissimo, ricorda l’amarena, i piccoli frutti di bosco, la polvere di cacao con sfumature di pepe e vaniglia. La sua presenza è consigliata su crostate con confettura, dolci al cucchiaio con presenza di cioccolato, panna cotta o bonet. Potete provarlo anche nel difficile abbinamento con la tavoletta di cioccolato fondente, magari davanti a un camino acceso.   a cura di Pierpaolo Rastelli – Enogastronomo 

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CARMENOS 2010

IWC 2014 Medaglia di Bronzo a Carmenos 2010
International Wine Challenge in London, UK
This is to certify that CARMENOS 2010 from La Cappuuccina has been awarded a Bronze medal by the judges at the International Wine Challenge 2014.
THANK YOU

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CARMENOS 2010

IWC 2014 Medaglia di Bronzo/Bronze Medal to Carmenos 2010
International Wine Challenge in London, UK

CARMENOS 2010

dalla guida “Bibenda” AIS 2013 – 4 bicchieri
punto di rubino cupo con unghia granato. Naso ricco e giocato su note di prugna in confettura, sensazioni di sottobosco, funghi, toni balsamici e salmastri. All’assaggio è dolce, ma il tannino vispo e la giusta spalla sapida lo rendono equilibrato. Acciaio. Con zuppa inglese.
dalla guida ai Vini d’Italia Bio 2013
Le uve completamente appassite di carmenère e oseleta danno profumi di cioccolato, spezie, un’evidente anima vegetale che precede note di mirtillo; in bocca è pieno, dalla dolcezza non stucchevole, anzi ben tamponata dai tannini per un gusto appagante

CARMENOS 2009

dalla guida Slow Wine di Slow Food 2012 Il Carmenos 2009, da uve passite per circa 3 mesi, è ricco di spezie e cacao. Il frutto rimane fragrante grazie all’assenza di legno in affinamento.
Duemilavini dell’Ais 2012 4 grappoli Rubino quasi nero. All’olfatto si presenta con sentori di confettura di prugna, note animali, muschio e sentori balsamici. Gusto pulito; è dolce ma subito fresco e con tannino vispo a renderlo equilibrato. Persistenza coerente. Da uve appassite, matura in acciaio 6 mesi. Crostata di visciole.
dalla guida ai Vini d’Italia Bio 2012 Vino dolce, ottenuto dall’appastimento di uve carmenère e oseleta in parti uguali, è caratterizzato dal ricordo di sciroppo di mirtilli che domina su note vegetali e di pepe nero; in bocca ha fluidità nonostante la densa materia ed esprime con convinzione il suo carattere fruttato in una dolcezza non stucchevole.

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Internet gourmet.it di Angelo Peretti
Carmenòs, rosso dolce intrigante
14 ottobre 2012
Mi ha proprio intrigato questo Carmenòs. Un vino rosso liquoroso che nasce da una intuizione felice, quella di provare ad unire uve di carmenère ed oseleta per produrre un vino dolce originale. Mi vengono in mente al volo il Merlino di Pojer e Sandri ed il Passito Ammandorlato, altri due rossi che strizzano l’occhio ai vini fortificati portoghesi. Il profilo di questo Carmenòs si discosta dai colleghi appena citati per una sua personalità specifica, avvicinandosi ad un eccellente recioto della Valpolicella. Ha un naso invitante che gira intorno alle bacche selvatiche, more in particolare, e poi cacao e boero. Al palato non nasconde la sostenuta alcolicità, ma ce la fa dimenticare grazie ad una spettacolare acidità che lo rende veramente facile da bere. Il tannino, tipico della oseleta, è ben integrato. Uno dei più interessanti vini dolci di questi ultimi tempi. Provatelo come ho fatto io con un dolce al cioccolato o con un formaggio erborinato non troppo intenso. [Mario Plazio]
Carmenòs Passito Rosso Veneto 2008 La Cappuccina
3 faccini 🙂 🙂 :-)

CARMENOS 2008

Vini d’Italia Gambero Rosso 2011 2 bicchieri
dalla guida Slow Wine di Slow Food 2011
Due interpretazioni anche per l’uvaggio carmenere e oseleta, morbido e speziato nel Campo Buri, intenso, con note di frutto rosso quasi candito nella versione passita Carmenos.
dalla guida ai Vini d’Italia Bio 2011
Passito ottenuto con le stesse uve del Campo Buri, ossia carmenère e oseleta, concentra al naso ricordi di confettura di frutti di bosco sposati a una nota di fieno secco ed erbe aromatiche; al palato è dolce, dotato di buona freschezza e finale ben contrastato dalla lieve tannicità.to Rosso Veneto 2008 La Cappuccina
3 faccini 🙂 🙂 :-)

CARMENOS 2007

Duemilavini dell’Ais 2010 4 grappoli
Rubino-porpora tenebroso. Si avvicinano fragranze di succo di mirtilli, more, cioccolatino alla ciliegia e cioccolata alla cannella. Sorso decisamente dolce, con un’intelaiatura acida e tannica in supporto; eco appagante e molto lunga. Lavorato in acciaio. Con crostate, o fumando un sigaro Toscano.
Guida ai Vini d’Italia Bio 2010
Passito ottenuto con le stesse uve del Campo Buri, ossia carmenère e oseleta, concentra al naso ricordi di confettura di frutti di bosco sposati a una nota di fieno secco ed erbe aromatiche; al palato è dolce, dotato di buona freschezza e finale ben contrastato dalla lieve tannicità.
Vini Italiani di Maroni 2010 85 punti
Vini d’Italia Gambero Rosso 2010 2 bicchieri

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CARMENOS 2006

dalla Guida ai Vini d’Italia Bio 2009
dal carmenere e dall’oseleta (gli stessi vitigni che compongono il Campo Buri)un originale vino dolce che ha estese note vegetali, dolcezza lunga e succosa con un finale che sa di confettura di ciliegie e peperoni verdi maturi.

dalla Guida ai Vini d’Italia Gambero Rosso 2009 2 bicchieri
Anche il Carmenos 2006, passito dolce, appare centrato e di buona armonia.

CARMENOS 2005

Per Wine Spectator, Oct. 31, 2012:
CARMENOS 2005 è stato premiato con ben 91 punti
, “The rich and spicy wine is just off-dry and loaded with flavors of toasted almond, strawberry jam, prune, candied black currant and molasses. Shows lovely balance, ending with a lingering finish that’s lightly tannic Carmenère and Oseleta. Drink now through 2020.”
tra i migliori vini dolci nella guida dei Vini d’Italia Bio 2008
con il Recioto della Valpolicella il Veneto ha una robusta tradizione di vini da meditazione ottenuti da uve a bacca rossa. Ma il Carmenos è diverso: non ha la diretta fruttuosità imposta dalla corvina ma più diretti rimandi vegetali e balsamici tratti dal carmenère (a cui viene aggiunta una spruzzata di oseleta). Il risultato è un vino di affascinante rotondità al palato, dove ripete con precisione i tratti aromatici carpiti al naso, amplificandoli verso un finale di notevole tenuta.

Vini Italiani di Luca Maroni 2008 81 punti
Volendo potremmo definire il Carmenos come una suggestiva versione passita di Campo Buri (anche se qui l’oseleta arriva sino al 50%, raggiungendo la quota riservata al carmenére). I profumi sono concentrati, di frutti rossi maturi venati da piacevoli note vegetali, di liquirizia e di arancia candita. Nel turbinio degli aromi, la bocca resta opportunamente non troppo dolce, calibrata e intensa nella sua delicata tannicità. Non sembra azzardato il difficile abbinamento con il cioccolato.

Novità da DICEMBRE 2004
CARMENOS 2003
Il Sommelier Veneto Ottobre 2005
Inedita e particolarissima è questa sua versione dolce in uvaggio al 50% con oseleta, in una zona peraltro che dà i natali ai bianchi di Soave. La Cappuccina, l’azienda autrice, non è nuova in realtà a eccellenti vinificazioni in rosso. Il vino attacca con un naso un pò verde e speziato per farsi più suadente nei piccoli furtti rossi. Una freschezza gradevole e una morbidezza mai opulenta ci consentono di tentare l’abbinamento con il cioccolato.

4 Grappoli guida Duemilavini Ais 2006
Brillante rubino di ottima concentrazione. Intensi sentori di amarena e prugna in confettura, mallo di noce, erbe medicinali, rabarbaro e menta. In bocca è morbido e fresco, con tannino vellutato e avvolgente, perfettamente bilanciato nel’alcolicità presente. Balsamico e lungo il finale. Vinificato e maturato in acciaio. Con torta al cioccolato fondente.

tra i migliori vini dolci nella guida Vini Bio d’Italia 2006
Volendo potremmo definirlo come una suggestiva versione passita di Campo Buri – anche se qui l’oseleta arriva sino al 50%, raggiunendo la quota riservata al carmenere. I profumi sono concentrati, di frutti rossi maturi venati da piacevoli note vegetali, di liquirizia e di arancia candita. Nel turbinio degli aromi, la bocca resta opportunatamente non troppo dolce, calibrata e intensa nella sua delicata tannicità. Non sembra azzardato il difficile abbinamento con il cioccolato.

Euposia Ottobre 2006
alla corte del cioccolato